Il misuratore di brillantezza o di lucentezza viene utilizzato per misure su superfici piane e opera secondo il principio di un rifrattometro.

La brillantezza o lucentezza di una superficie viene espressa in “Gloss” ed è una proprietà ottica, basata sull’interazione della luce con le caratteristiche fisiche della superficie stessa, ossia la sua capacità di riflettere la luce in modo speculare.

L’importanza della brillantezza

La brillantezza è uno dei parametri più importanti di una superficie, in quanto modifica la percezione dei profili e delle forme, influenzando nel complesso l’esperienza visiva.

La brillantezza influenza le superfici in base a diversi fattori, quali l’angolo d’incidenza della luce, la posizione dell’osservatore, le caratteristiche fisiche della superficie e le condizioni di osservazione.

Tale parametro gioca un ruolo molto importante in svariati settori produttivi e servono strumenti di misurazione efficienti al fine di uniformarne il controllo qualità. La misurazione della brillantezza è stata unificata secondo metodi e procedure internazionali rispondenti a standard quali ASTM, DIN e ISO.

Il principio fisico alla base della misurazione della brillantezza

Quando una sorgente luminosa irradia una superficie subisce un duplice effetto: in parte si disperde e in parte viene riflessa secondo un angolo opposto, ma di eguale ampiezza, a quello dell’irradiamento iniziale.

La brillantezza di una superficie viene calcolata in base a questa riflessione speculare.

Quest’ultimo elemento determina il livello di brillantezza di una superficie.

L’intensità della riflessione speculare viene determinata dal materiale e dall’angolo d’incidenza dell’illuminante misurati secondo certe condizioni.

La scala di misura

I valori vengono convenzionalmente espressi in unità di brillantezza (GU gloss units) e si riferiscono a una scala basata sull’indice di rifrazione di un vetro nero con una riflessione speculare di 100GU rispetto a uno specifico angolo.

Tutti i materiali non metallici, ad esempio vernici o plastiche, possono avere un valore correlato a questo dato, mentre per le superfici metalliche altamente riflettenti, ad esempio laminati e altri materiali grezzi, si può arrivare fino alle 2000GU.

Tipi di geometria – Quando e quale scegliere?

I misuratori di brillantezza, o glossmetri, si dividono in 2 tipologie, mono-angolari (60°) e tri-angolari (20°/60°/85°).

Avere a disposizione più riferimenti angolari dell’illuminante permette di ottimizzare la precisione della misurazione a seconda del grado di brillantezza stesso della superficie

Le misurazioni a 20° sono maggiormente indicate per superfici molto brillanti

Le misurazioni a 60° sono da preferire per superfici mediamente brillanti

Le misurazioni a 85° consentono di ottenere valori ottimizzati per superfici poco brillanti

La geometria a 60° è ampiamente utilizzata grazie al suo campo di utilizzo mediano, in ogni caso è consigliato fare riferimento a quella a 20° per le misurazioni al di sopra delle 70GU, mentre la geometria a 85° è da preferire nei casi di superfici con indice di brillantezza al di sotto delle 10GU.

Esempio: misura della brillantezza speculare di un film di pittura

Quando dobbiamo scegliere il colore di un muro, ci viene chiesto quale finitura desideriamo: opaco, satinato o lucido?

Il colore può cambiare infatti a seconda del grado di brillantezza.

La norma EN ISO 2813 prevede l’utilizzo del glossmetro per misurare la brillantezza speculare di un film di pittura.

Caparol Media, il portale del colore, decorazione, isolamento e restauro, ci spiega in 5 passaggi come si effettuano le misurazioni:

 

  1. “Preparare il campione da misurare stendendo un film di pittura e lasciarlo asciugare a 23°C e con il 50 % di UR;

  2. Attendere 16 ore per il condizionamento a temperature e tasso di UR costanti;

  3. Calibrare il glossmetro;

  4. Ripetere la misurazione sei volte in diverse posizioni, in direzione parallela e perpendicolare alla stesura del film;

  5. Calcolare la media tra i valori misurati e individuare i range di riferimento.”

Su richiesta possiamo effettuare rapporti di taratura RDT su tutto lo strumento oppure uno o tutti angoli (20-60-85°).

 

Quali sono i 5 punti di forza del glossmetro digitale 3 angoli SAMA Tools?

 

– Design accattivante,

– dimensioni compatte,

– geometria a 3 angoli della lampada,

– elevata precisione,

– ideale per controlli di qualità in linea di produzione o fuori sede.

 

 

 

La calibrazione si effettua in pochi secondi grazie al master fornito in dotazione con lo strumento.

Le 3 geometrie di rilevamento, rispettivamente 20°, 60° e 85° permettono la massima duttilità d’impiego, coprendo superficii a bassa, media e alta brillantezza.

Applicazioni del glossmetro:

 

– Misura della brillantezza di stampe a inchiostro, vernici, ceralacca,

– rivestimenti e lavorati in legno,

– materiali da costruzione decorativi: marmo, granito, vetro, mattoni in vetro ecc.

– plastiche o fogli

 

Chi fu l’inventore del glossmetro?

Secondo Wikipedia, il primo a realizzare uno strumento per misurare la lucentezza (della carta) fu Ingersoill nel 1914.

Il “Glarimetro” ( così fu chiamato inizialmente), era  basato sul principio in cui la luce veniva polarizzata durante la riflessione speculare.

La luce  era incidente con un angolo di 57,5° e utilizzava un metodo di contrasto per sottrarre la componente speculare dalla luce riflessa utilizzando un elemento polarizzante.

 

 

 

 

0 commenti

Lascia un Commento

Vuoi partecipare alla discussione?
Fornisci il tuo contributo!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *