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Il dinamometro è uno strumento di misura utilizzato in meccanica per la valutazione di una forza applicata. Continua a leggere perché tra poco approfondiremo il tema della misura della forza peso in trazione e compressione.

Inoltre, grazie a G21 S.r.l scopriremo  come questo strumento di misura viene utilizzato in un settore molto particolare, quello dei cementi ossei in ortopedia.

Cos’è la trazione?

La trazione è la sollecitazione a cui è sottoposto un corpo che è soggetto a un sistema di forze divergenti.

Il principio di resistenza a rottura per trazione fu scoperto da Galileo Galilei e illustrato nel trattato Discorsi e dimostrazioni matematiche intorno a due nuove scienze del 1638.

Cos’è la compressione?

In meccanica la compressione è una delle sollecitazioni meccaniche elementari insieme alla trazione e la flessione. La compressione è la sollecitazione a cui è sottoposto un corpo che è soggetto a un sistema di forze convergenti.

Dinamometro per la misura della forza in trazione e compressione

I Dinamometri digitali a cella interna o esterna a marchio SAMA Tools sono utilizzati per la misura della forza peso in trazione e compressione e sono capaci di sostenere carichi fino a 200.000 N.

Questi strumenti di misurazione offrono sensibilità e precisione e sono ideali per le esigenze più importanti e possono essere corredati, su richiesta, dal rapporto di taratura o certificato ACCREDIA.

Dinamometro per la misura della forza

Dinamometro per cementi ossei

Gli ambiti di utilizzo di questi misuratori di forza sono molteplici ed eterogenei.

Oggi vogliamo parlarti dell’utilizzo del dinamometro nel settore dei cementi ossei.

I cementi ossei sono utilizzati con successo per ancorare protesi dell’anca, ginocchio, spalla, gomito ecc.

Fasi di lavorazione biomateriali

Il ruolo del nostro cliente G21 S.r.l.

G21 S.r.l è un’azienda modenese produttrice di soluzioni innovative nel campo dei biomateriali e delle procedure per il consolidamento vertebrale e il ripristino della funzionalità articolare.

Dal 2010 opera  secondo un Sistema di Qualità conforme alla EN ISO 13485 “Sistemi di Gestione per la Qualità – requisiti per scopi regolamentari applicabili ai Dispositivi Medici”.

G21 dispone di un catalogo di prodotti (tra cui impiantabili a lungo termine e dispositivi medici di classe III) di cui detiene integralmente il know-how e la tecnologia progettuale e
produttiva. Ricerca e Sviluppo sono condotti internamente e in collaborazione con importanti Istituzioni di Ricerca ed Università a livello internazionale.

L’azienda punta tutto su materie prime di elevata qualità, controllo assoluto dei processi e dei fornitori e rispetto degli standard qualitativi internazionali più rigorosi.

G21 si affida a noi soprattutto per la fornitura e taratura di strumenti volti al controllo dei carichi di rottura. Le basse forze di trazione in gioco necessitano di strumentazione di elevata precisione e ripetibilità, come i nostri dinamometri digitali.

Parliamo in particolare del modello SADFGE-P che è caratterizzato da celle di carico di dimensioni tali da non poter essere integrate nel corpo strumento e dimensionate ai carichi che devono sopportare. Questo strumento utilizza una cella di carico ad alte prestazioni che garantisce una migliore precisione, riducendo l’errore di fondoscala.

Fai come G21 S.r.l. e parti con il piede giusto con gli strumenti di misura SAMA Tools!

 

Desideri maggiori informazioni o assistenza?

Se sei alla ricerca di informazioni su un modello specifico di dinamometro, sulla sua taratura o desideri saperne di più, contatta il nostro reparto tecnico. Puoi chiamarci subito ai numeri 0584/392342 – 0584/392453 o, in alternativa, compilare il modulo online per contattarci per iscritto.

Come è possibile avere la certezza che uno stesso tipo di oggetto non presenti differenze di colore?

Lo scopriamo in questo articolo, continua a leggere perché oggi parliamo dello strumento principe di misurazione del colore: il colorimetro.

Capirai cos’è, cosa misura e potrai vederlo in funzione nel video che abbiamo realizzato per te.

Cos’è un colorimetro?

Il colorimetro è uno strumento per la misura comparativa del colore, che permette di effettuare misure accurate della differenza tra tutti i tipi di colore di uno stesso materiale, in base a degli standard internazionali.

Il colore degli oggetti

La scelta del colore nel design è di estrema importanza, anche se è molto soggettiva.

I colori evocano emozioni e l’emozione che il colore evoca può cambiare da persona a persona.

Studiare come i diversi colori influenzano le persone è diventata una vera e propria professione.

Basta cambiare semplicemente la tonalità del colore o la saturazione per evocare sensazioni completamente diverse.

Inoltre vanno analizzate anche le differenze culturali poiché ciò che rappresenta felicità in un paese, può rappresentare qualcosa di deprimente in un altro.

Prendiamo ad esempio i colori del nostro logo: ROSSO e BLU e vediamo i significati tra Oriente ed Occidente.

Rosso:

• Occidente: eccitazione, amore, passione

• Oriente: vestito delle spose, gioia

Blu :

• Occidente (Europa) : rilassamento, fiducia

• Oriente: tristezza, depressione, tradizione nuziale, prudenza

La percezione del colore

Diventa quindi fondamentale per ogni produttore, in tutti gli ambiti, essere in grado di riprodurre il colore scelto senza correre il rischio di incappare in errori visivi.

Per la percezione del colore entrano in campo tre elementi principali: luce, oggetto e osservatore.

Ogni cambiamento anche minimo di uno di questi tre elementi cambia inevitabilmente la percezione del colore.

Se la fonte di luce e l’osservatore non subiscono cambiamenti, è l’oggetto che determinerà la percezione del colore dell’osservatore.

L’oggetto è in grado di influenzare la percezione del colore perché gli spettri riflettenti (spettri di trasmittanza) dello stesso hanno modulato lo spettro della sorgente di luce.

Ogni oggetto ha diversi spettri di riflettività e la sorgente di luce a sua volta ne modifica gli spettri di riflettività così da ottenere risultati differenti.

L’osservatore è lo stesso, ma i colori percepiti sono diversi.

Il colorimetro ci aiuta ad effettuare le misure comparative del colore.

Colorimetro

Il rapporto di taratura per il colorimetro

Un servizio opzionale, che si può richiedere insieme al colorimetro, è il rapporto di taratura.

Si tratta di un documento rilasciato da centri di taratura attraverso il quale viene assicurata la riferibilità della misura ai campioni nazionali.

La validità tecnica di questi documenti deriva dalla qualifica del laboratorio, dalla competenza tecnica degli operatori e dalle procedure metrologiche utilizzate.

Su quali materiali si utilizza il colorimetro?

I colorimetri sono in grado di operare su materiali quali plastica, metallo, stampe, superfici verniciate.

Vengono impiegati principalmente per il controllo qualità su merci in ingresso e in uscita.

Come funziona il colorimetro?

Il principio di funzionamento del colorimetro si basa sulla misura degli aspetti cromatici della luce che arriva sulle superfici da qualsiasi sorgente, diretta o indiretta.

 

Alcuni punti di forza:

  1. Compatto
  2. Portatile
  3. Semplice da utilizzare

 

 

Adatto per le analisi delle fasi intermedie della produzione di materiali quali:

  1. Abiti
  2. Costruzioni
  3. Decorazioni d’interni
  4. Plastiche
  5. Vernice
  6. Rivestimenti 
  7. Porcellane.

Ideale per le misure sul campo.

 

 

Colorimetro

 

 

E’ in grado di misurare le differenze di colore tra due differenti campioni del medesimo materiale in maniera rapida ed accurata.

 

Quale differenza tra colorimetro e spettrofotometro?

 

E’ questa la domanda che abbiamo formulato in un post su LinkedIn:  leggi la risposta qui sotto!

 

 

 

Desideri maggiori informazioni o assistenza?

Se sei alla ricerca di informazioni su un modello specifico di colorimetro o desideri saperne di più, contatta il nostro reparto tecnico. Puoi chiamarci subito ai numeri 0584/392342 – 0584/392453 o, in alternativa, compila il form.

 

In questo articolo abbiamo il piacere di parlare del nostro rapporto di collaborazione con l’azienda Ing. Ferrari S.p.A.: continua a leggere per scoprire la storia dell’azienda e come  è riuscita a ottimizzare il processo di taratura degli strumenti di misura.

Chi è Ing. Ferrari S.p.A. ?

 

Ing. Ferrari S.p.A. è una delle maggiori aziende italiane nella progettazione, costruzione e gestione di opere ed impianti complessi e innovativi dal punto di vista tecnologico.

  • Dimensioni azienda

L’azienda con sede in provincia di Modena, ha visto una crescita costante negli ultimi 5 anni, fino ad arrivare ad un fatturato di oltre 71.000.000 € e più di 230 dipendenti.

  • Storia azienda

Fondata dall’Ing. Carlo Ferrari nel 1917, l’azienda modenese realizzava all’epoca impianti di riscaldamento e impianti elettrici ad uso civile.
Negli anni a seguire si è spostata verso un target industriale e direzionale di elevato standing, come le prestigiose case automobilistiche Ferrari, Lamborghini e Maserati, per le quali Ing. Ferrari S.p.A. realizza opere di grande importanza dal punto di vista tecnologico.
Dal 2013 opera come General Contractor fornendo al cliente un’unica interfaccia, dal progetto alla consegna dell’opera finita e sua successiva manutenzione.
Si occupa infatti dell’edificio nella sua completezza per la realizzazione di opere edili e impianti tecnologici.

 

Taratura degli strumenti di misura

 

Manutenzione impianti: service

Ing. Ferrari S.p.A. è molta attenta al servizio di manutenzione degli impianti attivo 24 ore su 24, che garantisce la regolare efficienza degli impianti con un programma di assistenza che prevede, pianifica e gestisce la manutenzione ottimizzandone il rendimento.

Taratura strumenti di misura: il ruolo di S.A.M.A. Italia

Recentemente Ing. Ferrari ha dichiarato su LinkedIn che “svolge un’attività sistematica di taratura di tutti gli strumenti di misura utilizzati per lo svolgimento delle attività manutentive presso i clienti, grazie anche alla collaborazione con S.A.M.A. Italia Srl – SAMA Tools.”

Taratura degli strumenti di misura

 

E’ infatti con grande orgoglio che siamo fornitori dell’azienda emiliana dal 2018.
Si sono rivolti a S.A.M.A. Italia proprio perché avevano l’esigenza di porre a verifica periodica molti strumenti di misura rivolti soprattutto alla manutenzione degli impianti industriali e civili.
Parliamo di chiavi dinamometriche, gruppi manometrici, rilevatori di ossigeno e altra strumentazione riguardante il settore F-Gas.

Perché Ing. Ferrari ha scelto S.A.M.A. Italia per la taratura degli strumenti di misura?

E’ chiaro che un’azienda che garantisce un servizio di manutenzione 24 ore su 24 deve dotare i propri tecnici di decine e decine di strumenti di misura.

Ing. Ferrari S.p.A. voleva migliorare la precedente gestione del servizio di taratura periodica, che prima del 2018 prevedeva di mandare il parco strumenti, diviso per tipologia, a più fornitori.

Ciò comportava un dispendio enorme di tempo al personale dell’ufficio acquisti che doveva occuparsi di contattare ogni volta varie aziende e alla logistica, che doveva preparare svariati pallet con destinazioni diverse.

Inoltre, non sempre era facile poter parlare con i tecnici per chiedere dei chiarimenti sui certificati emessi.

Ing. Ferrari S.p.A. aveva assolutamente bisogno di trovare una soluzione più efficiente!

 

Taratura degli strumenti di misura

 

L’ufficio acquisti ha pertanto iniziato un’attenta ricerca tra i vari fornitori alternativi, fino a scegliere S.A.M.A. Italia.

E’ arrivato il momento di scoprire come Ing. Ferrari S.p.A.  è giunta a ottimizzare il processo di taratura degli strumenti di misura.

Perché proprio noi?

I fattori che hanno portato a questa scelta sono stati poter contare su:

    • Un unico fornitore per quasi tutto il parco strumenti e quindi un notevole risparmio di tempo e denaro nel poter impiegare il personale a svolgere altri compiti;
    • Velocità nel riavere la strumentazione tarata;
    • Un servizio di messa a punto, necessario su molti strumenti che passano direttamente dalle mani dei loro tecnici al laboratorio di taratura;
    • Ottimo rapporto qualità/prezzo;
    • Elevata preparazione tecnica e disponibilità nel fornire chiarimenti sui certificati emessi;
    • Personalizzazione del servizio, adattandolo alle loro esigenze.

In sintesi, ci occupiamo di gestire ogni strumento di misura sia dal punto di vista della taratura periodica che della eventuale messa a punto nell’ottica di garantire a ogni tecnico di Ing. Ferrari S.p.A. uno strumento perfettamente funzionante, in linea con tutti i requisiti richiesti dalle normative.

Quella di S.A.M.A. Italia e Ing. Ferrari S.p.A. è una collaborazione in continua crescita che ci ha permesso di dare un valore aggiunto al nostro servizio, adattandolo e personalizzandolo ad un’azienda così prestigiosa del nostro amato Paese.

Ogni cliente soddisfatto è fonte di grande orgoglio per noi, ma è proprio quando si viene scelti da grandi aziende con alti standard, tra cui Ing. Ferrari Sp.A., che capiamo di essere sulla buona strada.

Desideri maggiori informazioni o assistenza?

Se sei alla ricerca di informazioni per ottimizzare la taratura dei tuoi strumenti di misura, contatta il nostro reparto tecnico. Puoi chiamarci subito ai numeri 0584/392342 – 0584/392453 o, in alternativa, compilare il modulo online per contattarci per iscritto.

Il certificato di collaudo finale e la taratura presentano nette differenze.

Il certificato di collaudo finale

Nella produzione di serie (sia a carattere industriale che artigianale) il collaudo o controllo finale, ha l’obiettivo di accertare la rispondenza dello strumento ai requisiti funzionali e prestazionali specificati nella scheda tecnica.

Il produttore effettua delle prove, misurazioni, accertamenti ed ispezioni, finalizzate a dichiarare la conformità del prodotto alle specifiche tecniche.

Il collaudo è un’attività di controllo qualità e il produttore è obbligato a fornirlo gratuitamente al cliente.

 

Certificato di controllo, collaudo, conformità

Taratura strumenti di misura

Il certificato di taratura Accredia

 

E’ un documento emesso esclusivamente da uno dei centri di taratura accreditati ACCREDIA.

Tale certificato è ufficialmente valido in Italia e con mutuo riconoscimento nei paesi europei aderenti all’EA (European Cooperation for Accreditation).

Un certificato ACCREDIA attesta che lo strumento è stato tarato secondo le procedure riconosciute valide dagli istituti primari di competenza.

I certificati ACCREDIA sollevano il loro fruitore dall’obbligo di dimostrare che le tarature sono state eseguite in conformità delle norme di riferimento.

I certificati di questo tipo, si basano sul Sistema di qualità dei centri di taratura (vedi UNI CEI EN ISO/IEC 17025) e su procedure approvate da ACCREDIA.

Gli strumenti ed i campioni certificati ACCREDIA vengono usualmente utilizzati come “campioni primari aziendali” (es. blocchetti di riscontro) per la taratura e il controllo di altra strumentazione.

 

 

Il rapporto di taratura con riferibilità ai campioni nazionali (RDT)

 

Si tratta di un documento rilasciato da centri di taratura attraverso il quale viene assicurata la riferibilità della misura ai campioni nazionali, senza l’accreditamento da parte degli organismi preposti.

In linea generale, questo tipo di documenti viene richiesto per controlli interni sulla strumentazione utilizzata per le misure “sul campo” (es. pressostati, multimetri, termometri, manometri, calibri a corsoio, comparatori, micrometri, etc.).

La validità tecnica di questi documenti deriva dalla qualifica del laboratorio, dalla competenza tecnica degli operatori e dalle procedure metrologiche utilizzate.

 

 

 

 

 

I Certificati e i rapporti di taratura, al contrario del certificato di collaudo, vengono consegnati su esplicita richiesta del cliente e sono dei servizi a pagamento.

 

E tu, sei sicuro che i tuoi strumenti di misura siano correttamente tarati?

 

Per ogni dubbio o necessità di supporto, ci sono i nostri tecnici pronti ad aiutarti.

 

Il misuratore di brillantezza o di lucentezza viene utilizzato per misure su superfici piane e opera secondo il principio di un rifrattometro.

La brillantezza o lucentezza di una superficie viene espressa in “Gloss” ed è una proprietà ottica, basata sull’interazione della luce con le caratteristiche fisiche della superficie stessa, ossia la sua capacità di riflettere la luce in modo speculare.

L’importanza della brillantezza

La brillantezza è uno dei parametri più importanti di una superficie, in quanto modifica la percezione dei profili e delle forme, influenzando nel complesso l’esperienza visiva.

La brillantezza influenza le superfici in base a diversi fattori, quali l’angolo d’incidenza della luce, la posizione dell’osservatore, le caratteristiche fisiche della superficie e le condizioni di osservazione.

Tale parametro gioca un ruolo molto importante in svariati settori produttivi e servono strumenti di misurazione efficienti al fine di uniformarne il controllo qualità. La misurazione della brillantezza è stata unificata secondo metodi e procedure internazionali rispondenti a standard quali ASTM, DIN e ISO.

Il principio fisico alla base della misurazione della brillantezza

Quando una sorgente luminosa irradia una superficie subisce un duplice effetto: in parte si disperde e in parte viene riflessa secondo un angolo opposto, ma di eguale ampiezza, a quello dell’irradiamento iniziale.

La brillantezza di una superficie viene calcolata in base a questa riflessione speculare.

Quest’ultimo elemento determina il livello di brillantezza di una superficie.

L’intensità della riflessione speculare viene determinata dal materiale e dall’angolo d’incidenza dell’illuminante misurati secondo certe condizioni.

La scala di misura

I valori vengono convenzionalmente espressi in unità di brillantezza (GU gloss units) e si riferiscono a una scala basata sull’indice di rifrazione di un vetro nero con una riflessione speculare di 100GU rispetto a uno specifico angolo.

Tutti i materiali non metallici, ad esempio vernici o plastiche, possono avere un valore correlato a questo dato, mentre per le superfici metalliche altamente riflettenti, ad esempio laminati e altri materiali grezzi, si può arrivare fino alle 2000GU.

Tipi di geometria – Quando e quale scegliere?

I misuratori di brillantezza, o glossmetri, si dividono in 2 tipologie, mono-angolari (60°) e tri-angolari (20°/60°/85°).

Avere a disposizione più riferimenti angolari dell’illuminante permette di ottimizzare la precisione della misurazione a seconda del grado di brillantezza stesso della superficie

Le misurazioni a 20° sono maggiormente indicate per superfici molto brillanti

Le misurazioni a 60° sono da preferire per superfici mediamente brillanti

Le misurazioni a 85° consentono di ottenere valori ottimizzati per superfici poco brillanti

La geometria a 60° è ampiamente utilizzata grazie al suo campo di utilizzo mediano, in ogni caso è consigliato fare riferimento a quella a 20° per le misurazioni al di sopra delle 70GU, mentre la geometria a 85° è da preferire nei casi di superfici con indice di brillantezza al di sotto delle 10GU.

Esempio: misura della brillantezza speculare di un film di pittura

Quando dobbiamo scegliere il colore di un muro, ci viene chiesto quale finitura desideriamo: opaco, satinato o lucido?

Il colore può cambiare infatti a seconda del grado di brillantezza.

La norma EN ISO 2813 prevede l’utilizzo del glossmetro per misurare la brillantezza speculare di un film di pittura.

Caparol Media, il portale del colore, decorazione, isolamento e restauro, ci spiega in 5 passaggi come si effettuano le misurazioni:

 

  1. “Preparare il campione da misurare stendendo un film di pittura e lasciarlo asciugare a 23°C e con il 50 % di UR;

  2. Attendere 16 ore per il condizionamento a temperature e tasso di UR costanti;

  3. Calibrare il glossmetro;

  4. Ripetere la misurazione sei volte in diverse posizioni, in direzione parallela e perpendicolare alla stesura del film;

  5. Calcolare la media tra i valori misurati e individuare i range di riferimento.”

Su richiesta possiamo effettuare rapporti di taratura RDT su tutto lo strumento oppure uno o tutti angoli (20-60-85°).

 

Quali sono i 5 punti di forza del glossmetro digitale 3 angoli SAMA Tools?

 

– Design accattivante,

– dimensioni compatte,

– geometria a 3 angoli della lampada,

– elevata precisione,

– ideale per controlli di qualità in linea di produzione o fuori sede.

 

 

 

La calibrazione si effettua in pochi secondi grazie al master fornito in dotazione con lo strumento.

Le 3 geometrie di rilevamento, rispettivamente 20°, 60° e 85° permettono la massima duttilità d’impiego, coprendo superficii a bassa, media e alta brillantezza.

Applicazioni del glossmetro:

 

– Misura della brillantezza di stampe a inchiostro, vernici, ceralacca,

– rivestimenti e lavorati in legno,

– materiali da costruzione decorativi: marmo, granito, vetro, mattoni in vetro ecc.

– plastiche o fogli

 

Chi fu l’inventore del glossmetro?

Secondo Wikipedia, il primo a realizzare uno strumento per misurare la lucentezza (della carta) fu Ingersoill nel 1914.

Il “Glarimetro” ( così fu chiamato inizialmente), era  basato sul principio in cui la luce veniva polarizzata durante la riflessione speculare.

La luce  era incidente con un angolo di 57,5° e utilizzava un metodo di contrasto per sottrarre la componente speculare dalla luce riflessa utilizzando un elemento polarizzante.

 

 

 

 

Cos’è il blocchetto pianparallelo?

Il blocchetto pianparallelo, anche detto blocchetto di riscontro, è un calibro fisso costituito da un parallelepipedo.

Questo viene lavorato in modo da ottenere due facce contrapposte perfettamente parallele, distanziate tra loro di una quota precisa (spessore nominale).

I blocchetti pianparalleli vengono anche chiamati blocchetti Johansson, dal nome dello svedese Carl Edvard Johansson che li brevettò.

Inizio dell’industria moderna

Anche se la storia dell’inventore non è tanto conosciuta, i suoi blocchetti di riscontro hanno creato l’industria moderna e hanno reso possibile la produzione in serie dei giorni nostri.

Intorno al 1890 iniziò a lavorare presso la fabbrica di carabine Carl Gustafs Stads di Eskilstuna, dove è stato nominato capo ispettore.

Il suo compito era quello di ispezionare i vari strumenti di misurazione utilizzati nella fabbricazione di armi.

La produzione di armi, che fu la prima produzione di massa di quel tempo, richiede precisione.

Le parti delle varie armi dovevano infatti avere le stesse dimensioni.

Nel 1897 Johansson creò il suo primo set di blocchetti ma dovette davvero lottare fino al 1904 per ottenere il brevetto svedese, mentre due anni prima lo aveva già ottenuto in Inghilterra.

Nel 1903 la sua invenzione ricevette una medaglia d’argento ad un’esposizione a Parigi.

Nel 1923, si trasferì negli Stati Uniti e fu assunto dall’inventore dell’automobile, Henry Ford.

Nell’atrio dell’azienda Ford c’era un mobile di vetro con l’Enciclopedia Britannica insieme al set di blocchi Johansson.

Secondo Ford, entrambi avevano un grande significato. Henry Ford aveva molta fiducia in CE Johansson.

Fonte: https://www.tekniskamuseet.se/en/learn-more/swedish-inventors/carl-edvard-johansson/

Scatola blocchetti Johnson

Raramente i blocchetti vengono usati singolarmente, è invece normale acquistarli e usarli in serie più o meno numerose.

I kit hanno blocchetti di dimensioni differenti, con progressioni aritmetiche che permettono, combinando pochi elementi, di poter creare molti altri calibri.

Blocchetti Johnson certificati Accredia

I blocchetti di riscontro SAMA Tools sono realizzati con acciai speciali e sono utilizzati come riferimenti campione per il controllo di altri blocchetti, per la taratura di altri strumenti o come strumenti di officina per il controllo delle lavorazioni.